Autore Topic: Friuli V.G.: Monte Paularo  (Letto 1697 volte)

Offline Stinko

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Friuli V.G.: Monte Paularo
« il: Dicembre 19, 2014, 11:47:57 am »
(Scritto da Winterhawk)

Benvenuti a tutti coloro che vogliono trascorrere qualche minuto leggendo i commenti e osservando le immagini di un itinerario da favola, l'ultimo compiuto dal sottoscritto nella giornata di sabato 06 agosto del corrente anno, un percorso che si snoda nella magica terra della Carnia, luogo ancora ricchissimo di posti da scoprire e visitare!

Paluzza - Treppo Carnico - Castel Valdaier - Monte Paularo - Malga Pramosio - Timau - Paluzza

Caratteristiche dell'escursione:
Località di partenza: Paluzza, piazza delle portatrici 1915/18, 609 mt s.l.m.
Lunghezza: 32,8 km
Dislivello: 1490 mt
Quota massima raggiunta: 2043 mt s.l.m., monte Paularo
Cartografia: Tabacco 1:25.000 - Foglio 9

Sono giunto a Paluzza da Tolmezzo, seguendo la direzione per il confine italo-austriaco e sono entrato in paese al primo bivio incontrato alla mia destra, per poi dirigermi verso il centro, indirezione della piazza in cui avrei lasciato la vettura. Alle 8:30 ero già in sella e mi apprestavo a compiere uno dei giri più belli e impegnativi tra tutti quelli da me effettuati.

Dalla piazza suddetta si svolta a destra, per imboccare la strada che conduce a Treppo carnico, paese che raggiungo dopo aver percorso un tratto in leggera salita pari a 2,5 km; attraverso il paese, immerso nella verdeggiante conca che accompagnerà tutto il primo tratto del percorso, e mi dirigo verso la frazione di Ligosullo.

A questo punto la salita comincia a farsi dura, nonostante la strada sia asfaltata, un po' a causa della pendenza, un po' perchè le gambe sono ancora "fredde" e anche perchè i tratti in ombra scarseggiano: di qui la decisione di iniziare a pedalare presto, prima che l'esposizione al sole si faccia insopportabile. Superati i ripidi tornanti posti appena sotto il paese, dai quali ho scattato le prime foto, si giunge ad un bivio e svolto a destra, in direzione Valdaier. La salita continua con pendenza non trascurabile, anche se non come in precedenza, ed è di natura praticamente costante; nel primo tratto, prima di entrare nel fresco sottobosco, si possono ammirare a sud le cime del Tersadia, del Sernio e della Creta Grauzaria.
« Ultima modifica: Dicembre 21, 2014, 17:38:35 pm da Stinko »

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Re:Friuli V.G.: Monte Paularo
« Risposta #1 il: Dicembre 19, 2014, 11:49:06 am »
Una volta giunto al bivio della locanda "al Camoscio" (km 7,2), svolto a sinistra e continuo a salire immerso in una fresca a profumata pecceta fino a quando giungo in prossimità dell'albergo Castel Valdaier,

perfettamente funzionante nel periodo estivo, e ne approfitto per fare rifornimento d'acqua e una breve sosta. A questo punto (km 10,6) trovo un bivio e prendo la direzione sinistra, iniziando così l'ascesa al monte Paularo. Dopo poche centinaia di metri la strada diviene a fondo naturale (km 11,7) ed è caratterizzata dall'erosione provocata dallo scolo delle acque meteoriche, ma non presenta particolari difficolta se si esclude la pendenza pressochè costante che accompagnerà fino alla cima.

Lungo il percorso si incontra l'ultima fontana (km 13,5), la prossima la si troverà a Casera Pramosio, quindi ne approfitto per bere ancora e scattare delle foto panoramiche e del tracciato che sto percorrendo, fino a quando arrivo in corrispondenza di un'ansa della montagna ove si trova un delizioso laghetto (lago Dimòn) e scatto così altre foto; poco dopo giungo in corrispondenza della diroccata Casera Montelago (km 17,5), e mi ritrovo contornato da meravigliosi prati d'alta quota e dal bestiame al pascolo.

La quiete è quasi assoluta, e il panorama alla mia sinistra mi ripaga di tutta la fatica compiuta, ma la salita non è ancora terminata.

Percorro ancora qualche decina di metri lineari e mi ritrovo in un ampio piazzale, dal quale si diparte un sentiero ascendente, che conduce al bivio successivo; spingo la bici a piedi e risalgo in medesimo (questo tratto non è pedalabile) e giungo di fronte ad un bivio:

in direzione sinistra c'è il segnavia CAI 405, che conduce in cima al monte Paularo (km 18,.) e in direzione destra c'è il sentiero 404, che scende verso Casera Pramosio e che prenderò successivamente, dopo aver visitato la cima. Lo spettacolo visibile dalla sommità del monte è indescrivibile: ovunque mi giri scorgo montagne (Creta di Timau, Creta delle Chianevate, Monte Coglians), vallate sottostanti (San Pietro e Pontaiba), prati e foreste che si estendono fin dove l'occhio può posarsi, così scatto altre foto, compreso un autoscatto di fronte alla lapide presente in cima al Paularo, rammaricandomi per l'orario, dato che il sole a perpendicolo non favorisce una condizione ideale per questo tipo di attività; ne approfitto per mangiare qualcosa, prima di iniziare la discesa.

« Ultima modifica: Dicembre 19, 2014, 14:50:44 pm da Stinko »

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Re:Friuli V.G.: Monte Paularo
« Risposta #2 il: Dicembre 19, 2014, 11:49:24 am »
Per giungere fino al piazzale sottostante ho impiegato 3 ore (due nette di pedalata) e un'altra mezz'oretta mi è costata l'ascesa fino alla vetta: quest'ultima non è obbligatoria ai fini dell'itinerario, ma sarebbe un delitto imperdonabile evitarla.

Ridiscendo in sella il single track dalla vetta e giungo al bivio di cui parlavo prima: intraprendo così il sentiero 404, che aggira la montagna, portandomi così sul versante di nord ovest in direzione di Casera Pramosio.Mi attendono 500 mt di sislivello da compiere in discesa su single track, eccettuata una breve risalita di 300 metri lineari ,dal km 19,4 al km 19,7.

La descrizione del single track può così riassumersi: il primo tratto, fino a poco prima della risalita, è stretto e corre lungo il versante della montagna, il che suggerisce prudenza; è quasi completamente ciclabile, dato che il fondo è prevalentemente scorrevole, ma non mancano pietre lungo il percorso.

La vicinanza dell'erba alta e dei fitti cespugli d'ontano bianco ai margini dello stretto sentiero penalizza un po' la visibilità e rende inevitabile il continuo contatto con la vegetazione durante questa prima parte della discesa.
La pendenza in questo tratto è dolce, si deve solo prestare attenzione a non scivolare lungo il pendio destro.
Poco prima di iniziare la risalita il sentiero entra in una conca, lasciando così il versante esposto e divenendo quindi più sicuro.

Superato a spinta (a meno che non siate superman) il tratto ascendente del sentiero si incontra una parte in falsopiano, che supera una cresta e apre la visuale verso il tratto successivo; a questo punto scatto un'altra foto del tratto appena percorso; la parte che segue è molto scorrevole e divertente fino a quando si raggiunge un nuovo tratto che corre lungo il versante est della montagna: qui il fondo comincia a farsi più tecnico, data la maggior pendenza, la presenza di pietre e la maggior tortuosità del percorso, che in certi casi diviene un po' trialistico. Successivamente segue un tratto molto bello, su fondo serpentiforme (a tornanti) ma scorrevole, contornato da erba bassa e non esposto lungo il versante. Lungo questo tratto non ho fatto foto, ho preferito godermi la discesa.

Poco prima di aggirare nuovamente il versante e di intravedere Casera Pramosio il single track ridiventa scorrevole e prevametemente rettilineo, fino all'ultimo tratto posto appena sopra la casera stessa, ove presenta nuovamente il percorso serpentiforme, ma non più pietroso come alcuni passaggi precedenti del tratto più impegnativo.

Giunto a Casera Pramosio faccio ancora scorta d'acqua e riparto subito, dato che il luogo (km 22) è troppo affollato per i miei gusti; per chi volesse fermarsi la struttura, perfettamente attrezzata, offre prodotti caseari e specialità tipiche carniche. A questo punto si trova un bivio: il segnavia 402 indica la direzione per Tamai prescritta dall'itinerario in mio possesso, ma non va preso assolutamente, dato che conduce alla sottostante cava di marmo per spegnersi poco dopo, come ho scoperto a mie spese!

Ne approfitto per scattare un'altra foto alle bellissime cime sovrastanti la casera (foto 95) e poi scendo lungo la veloce mulattiera 403 per Cleulis, che attraversa un delizioso bosco di abete rosso, facendo attenzione al traffico veicolare (è frequentata da chi si dirige a Casera Pramosio). Quando termina il sottobosco la mulattiera diventa asfaltata (km 27,6) e la percorro fino ad un incrocio; a questo punto troverò alla mia immediata sinistra (km 28,0), di fronte al locale "Pakai" una strada asfaltata secondaria che corre parallelamente alla S.S. 52-bis; la prendo e arrivo in corrispondenza del guado sul rio Moscardo, che evito perchè noto una passerella pedonale in legno (non descritta dall'itinerario perchè evidentemente non ancora realizzata all'epoca), che prendo con piacere per scattare le ultime foto (immagine 106 con la S.S. Che conduce a Paluzza) e dare l'ultima occhiata alla cima del monte Paularo. In breve raggiungo la S.S. E, dopo aver pedalato in leggera discesa per qualche minuto arrivo a Paluzza e raggiungo nuovamente la macchina. Sono le 14:45.

E' tempo di rincasare...
« Ultima modifica: Dicembre 19, 2014, 14:52:06 pm da Stinko »